Marketing Esperienziale: come stimolare i consumatori

Marketing Esperienziale
Marketing Esperienziale: come stimolare i consumatori

In un mercato sempre più concorrenziale dove i prodotti iniziano ad essere sempre più simili tra loro, è diventato necessario spostare l’attenzione dal marketing di prodotto al marketing esperienziale. Ma come riuscire a migliorare l’esperienza di consumo e come può accrescere il tuo business?

Marketing esperienziale

Il prodotto, nel mercato di oggi, è diventato una forma avanzata attraverso cui comunicare un determinato messaggio culturale. Questa evoluzione, dovuta alla crescita della concorrenza ed alla necessità di differenziarsi sul mercato, ha provocato un’attenzione molto accentuata verso l’emotività del consumatore. Il potenziale cliente di oggi, infatti, non è più fortemente legato ad un marchio in particolare ed è sempre sempre alla continua ricerca di un prodotto che riesca a trasmettergli un’esperienza.

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Un modo per testare l’effettiva efficacia di una strategia di marketing esperienziale è proprio mettersi nei panni del consumatore, usufruendo in prima persona del prodotto in vendita e del messaggio che dovrebbe trasmettere. Le aziende, in quest’ottica evoluta, diventano fornitori di emozioni ed esperienze. Essendo motivato anche da fattori puramente emotivi, il consumatore di oggi non è del tutto razionale ed effettua le sue scelte d’acquisto in base ad esperienze coinvolgenti. Inoltre, in virtù dell’estrema soggettività che caratterizza ciascuna esperienza d’acquisto, quest’ultima dovrà essere personalizzata in base ai gusti ed alle esigenze del consumatore specifico.

Tipologie di esperienze

Secondo Pine e Gilmore, oggi siamo ufficialmente in un’epoca fondata sull’economia della produzione esperienziale. In questa nuova era, dunque, i prodotti e servizi non sono più sufficienti a soddisfare i consumatori moderni, ora alla ricerca di forti coinvolgimenti derivanti dai semplici atti di consumo. Sempre secondo i due studiosi, le esperienze possono essere:

  • di intrattenimento: partecipazione passiva;
  • educative: partecipazione attiva sia fisicamente che mentalmente;
  • estetiche: partecipazione attiva ma esclusivamente fisica;
  • di evasione: partecipazione attiva.

Secondo i due studiosi, riuscire a personalizzare l’esperienza cercando di instaurare una relazione produttiva con il potenziale cliente è la chiave del successo di qualsiasi azienda al giorno d’oggi, non più costrette a lavorare sul prodotto per ottimizzare il processo d’acquisto ed incrementare le vendite.

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